Non vorrei veramente essere innamorata, ma bisogna ribadire che certe cose – vivendo a carico di un corpo fisico – proprio le si sente; esempio? Arrossisco. Negli ultimi giorni le mie guancie ribolliscono più del solito e sono divenuta un po’ più sensibile.
Naturalmente penserete subito sia una cosa dolce. No, non lo è, non lo è per motivi che neanche sto qui a spiegarvi, ma giusto anche perché non vorrei farlo sapere a nessuno. Mica sono come quelle con l’odiosa abitudine di raccontare ogni singola cosa all’amica. Sono una silenziosa, io, una che si tiene molte delle sue cose per sé.
Non sopporterei di vedere ai cinque venti – o ai cinque punti cardinali, quelli che crocifiggono il mondo – sparsi i miei sentimenti, proprio no. E poi non sarebbe comunque un resoconto felice (e semplice), quello del mio ultimo amore; non sarebbe niente di molto normale e soprattutto nulla di ciò che voi state pensando.
Non amo una donna, non sono lesbica, non è una persona poco raccomandabile e non è un bambino, non è un animale, né un artista che non conosco, non è un libro o nessun genere di oggetto inanimato, e, molto importante, non sono io; non sono ancora arrivata a questo livello di adorazione.
È un uomo, e con molte probabilità un giorno scoprirò che è stata solo una sbandata passeggera. Chissà, magari la ricorderò ridendo.
Ahmpfh, bye bye bombay.